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La Chiesa Parrocchiale                                                            

DECRETO "PAENITENTIARIA APOSTOLICA"

 

Cenni storici

Sulla vecchia strada che congiungeva Palermo a Trapani, quando ancora Cinisi era un paese di qualche migliaio di abitanti e l’abitato arrivava all’incirca fino alla attuale via IV Novembre, esisteva una edicola sacra con l’immagine dell’Ecce Homo
dipinta su metallo, che ancor oggi è conservata nei locali della Parrocchia. Si era nei primi decenni del 1800. L’edicola era luogo di “ pellegrinaggi “da parte dei 1 Contadini che dal centro città, sui muli, si portavano ai campi. Sostavano in preghiera per raccomandarsi alla benevolenza di Dio. Negli ultimi decenni dell’800 ( non si hanno date certe poiché mancano i documenti )
Si volle costruire una cappella che forse corrisponde alla Attuale sacrestia; quindi la devozione del popolo cinisense volle, quasi alla fine dell’800 e agli inizi del 900, edificare l’attuale Chiesa e volle aprirla al culto. L’edicola sacra  rimase all’esterno della Chiesa attaccata alla facciata destra di essa sempre sulla strarada: è rimasta sino ad oggi meta di devozione. Si nota che mai mancano dei fiori appesi all’inferriata e dei lumini accesi e tutti passando davanti ad essa, anche in macchina, si segnano. Negli anni “50 viene sostituito il quadro con un mezzo busto dell’Ecce Homo in legno. Non ci sono documenti dai quali si evince come mai la Statua dell’Addolorata della scuola del Bagnasco che troneggia nella nicchia centrale e quella del Cristo Morto posta sotto l’altare sono arrivate in questa Chiesa e come la Processione del Venerdì Santo parta proprio da essa. Negli anni “20 venne edificata accanto alla Chiesa il Campanile ad opera della famiglia Sbacchi pare per Grazia ricevuta. Negli “ 30 comincia a costituirsi la Congregazione Ecce Homo che è chiamata a zelare il culto verso Gesù E a promuovere la Processione del Venerdì Santo, anche
se essa nasce come Società di mutuo soccorso. Intanto cominciano ad essere edificate delle abitazioni nelle vicinanze della Chiesa e l’Arciprete crede bene di assicurare la celebrazione della Messa domenicale e gli abitanti più vicini alla Chiesa promuovono qualche attività quali la catechesi e la recita del Rosario. Negli anni “40 e inizio “50 l’abitato comincia a spostarsi
Verso la Strada Statale, per cui l’Arcivescovo di Monreale pensò di assicurare l’assistenza religiosa ai fedeli , elevando la Chiesa in Parrocchia : il 1 settembre 1955 viene emanato il decreto di costituzione. Primo Parroco della nuova Parrocchia è stato chiamato il dinamico ed efficientissimo Don Antonino Monteleone il quale prese "possesso canonico" della nuova parrocchia nel febbraio del 1956 e la lasciò nell'ottobre del 1962; i suoi sei anni e mezzo di servizio pastorale sono stati caratterizzati dall'istituzione dell'Azione cattolica, della F.U.C.I. e delle A.C.L.I.; spiccato era il suo amore per i poveri e i bisognosi fino a sovvenire personalmente con le poche risorse possedute; la nuova parrocchia diventò,in poco tempo, punto di riferimento di tutto il paese e, in particolare, per i giovani. Le dimensioni della Chiesa bastavano ad accogliere I fedeli, per cui non si pensò allora di acquistare i terreni confinanti utili in futuro alla costruzione non solo di una Chiesa più capiente ma anche delle opere
necessarie per l’attività di una parrocchia. Gli anni del boom edilizio videro il territorio parrocchiale pieno di nuove costruzioni, anche nelle campagne. Il secondo parroco, Don Giovanni Lena, reggerà la Parrocchia dal 1962 al 1987; in questo più che un quarto di secolo non si rilevano per la storia grandi novità Il terzo Parroco, Don Pietro D’Aleo, che prende Il 28 novembre 1987, trova che bisogna porre mano subito agli interventi sulla Chiesa: dai tetti alla pavimentazione, dai locali annessi al piccolo lotto
di terreno che sta dietro l’abside che diventa utilissimo salone per le attività catechistiche e ricreative. Ma non ci si ferma: troppo piccola la Chiesa, troppo vasto il territorio, troppi fedeli non si sentono di venire alla celebrazioni poiché sono costretti a restar fuori e seguire attraverso gli altoparlanti esterni. Siamo agli inizi del 1988 e già si è alla ricerca di un possibile terreno da acquistare per la costruzione di una nuova chiesa e delle opere parrocchiali. Fortuna vuole che la Parrocchia è in possesso di una abitazione con piccolo giardinetto alla spalle, ubicata sul Corso principale, dono della Signorina Di Leo. Esperite le pratiche e col decreto dell’Arcivescovo, S.E.Mons.Salvatore Cassisa, viene alienato l’edificio e con il ricavato viene acquistato un appezzamento di terreno di mq.10.000 in contrada Piano Peri. Davvero la grazia di Dio ci ha assistito. CHIESA REDEMPTORIS MATER Questo è il titolo scelto dal Parroco per la nuova Chiesa da costruire in Piano Peri. La decisione era stata presa già nel 1988, anno in cui il Santo Padre Giovanni Paolo II aveva indetto l’Anno Mariano ed aveva promulgato la Lettera Enciclica Redemptoris Mater.
L’atto di vendita della casa Di Leo e di acquisto del terreno è stipulato proprio il 15 settembre 1989, giorno della memoria liturgica dell’Addolorata. Da quel momento, Don Pietro, senza mai per nulla trascurare le attività spirituali, si dà da fare per fare di Piano Peri il nuovo punto di attenzione. Delimitato il territorio con un muro di cinta, viene posto a custodia del luogo il monumento alla Madonna sormontato dalla statua "Redemptoris Mater" scolpita in un unico blocco di pregiato marmo di Carrara dallo scultore Dino Felici, lo stesso che ha scolpito la Madonna di Medjugorie.Si sceglie quindi l’angolo estremo del sito dove viene gettata una base di cemento di 400 mq. Come luogo provvisorio per le celebrazioni, in un primo momento coperto da un tendone, poi da una coibentato. Quella costruzione che doveva avere un carattere di provvisorietà e che nel tempo è stato reso sempre più accogliente e decoroso, con una capienza di 600 posti a sedere, accoglie da 16 anni centinaia di fedeli ogni domenica. Piano Peri è diventato un luogo ameno, ricco di alberi, tutta quanta l’area è asfaltata per cui le macchine che a decine portano i fedeli trovano facilmente posto. Con l’aiuto finanziario della C.E.I. è stata costruita la canonica, arredata di tutto punto, per qualche giorno la settimana abitata dal Parroco e che ospita sacerdoti che vengono a rendere servizio in tempo natalizio e pasquale. Le difficoltà del momento non hanno agevolata la realizzazione della costruzione della nuova Chiesa e delle aule catechistiche per le quali già da 15 anni è pronto il progetto.